Pun : Prezzo unico nazionale


La liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica e del gas ha creato nuove opportunità di risparmio per le aziende e le famiglie italiane: caduto il vincolo che limitava la scelta al proprio gestore locale, oggi gli italiani possono scegliere liberamente il proprio fornitore di energia elettrica e gas , valutando le diverse offerte sul mercato.

Di per sé, le offerte sono estremamente semplici rispetto alle complessità di altri mercati come ad esempio quello della telefonia, dove è possibile avere offerte prepagate, offerte a consumo, offerte a forfait o con un certo numero di minuti inclusi, offerte che abbinano voci, dati, telefonia fissa e mobile.

In confronto, le tariffe di energia elettrica disponibili sono molto più semplici :

Prezzi fissi per uno o più anni (tipicamente 1 o 2): in tal caso il Cliente sottoscrive un prezzo costante nel tempo sperando che tale scelta sia migliore rispetto ad acquistare l’energia ai semplici prezzi di mercato, che variano giornalmente. L’energia è strettamente legata al mondo dei combustibili (ad esempio petrolio e gas) perché buona parte dell’energia in Italia si produce a partire da idrocarburi. Come ben sappiamo, le quotazioni a livello internazionale degli idrocarburi variano e dunque anche il prezzo dell’energia oscilla verso l’alto o verso il basso. Naturalmente, non tutta l’oscillazione del prezzo dipende dagli idrocarburi .

Con un prezzo fisso il Cliente si mette al riparo dalle oscillazione dei prezzi all’ingrosso dell’energia;

Prezzi variabili o indicizzato: in tal caso il Cliente acquista l’energia semplicemente ai valori di mercato ed il prezzo contrattuale varierà in base a come andranno i mercati all’ingrosso. Questo non vuol dire che si pagherà di più! Siamo già da tempo abituati al mercato dei mutui a tasso fisso o a tasso variabile. Spesso vediamo che i tassi variabili sono più bassi del tasso fisso. Il tasso fisso è più elevato perché è il fornitore del mutuo che si accolla il rischio che i tassi possano andare su. Però questo accollo di rischio ha un prezzo e si paga. Lo stesso vale nell’energia, quando si sceglie un prezzo fisso è chiaro che il rischio della variazione dei prezzi finisce in capo al fornitore, il quale dovrà tutelarsi prevedendo un margine in più a copertura del rischio. Qualche anno fa prevalevano nell’energia diverse tipologie di prezzi variabili (ancorati al gas, a panieri di combustibili, etc…). Questo certamente complicava lo scenario delle tariffe energia elettrica. Oggi che esiste il PUN, che rappresenta esattamente il valore all’ingrosso dell’energia elettrica, è tutto più semplice ed i contratti variabili risultano ancorati in prevalenza al PUN

Il prezzo fisso rappresenta un rischio, non l’acquisto indicizzato al PUN. Il Pun rappresenta la quotazione sui mercati dell’energia, che tipicamente varia nel tempo, però è esattamente il valore che il mercato attribuisce all’energia. Scegliere un prezzo fisso significa scommettere sul fatto che il PUN aumenti, perché se il PUN diminuisce in realtà non conviene sottoscrivere un prezzo fisso. Perché un cliente privato dovrebbe imbarcarsi in una scommessa del genere? Ne ha le competenze? Vale la pena fare una scommessa in cui nel 50% dei casi si può vincere e nel 50% dei casi si può perdere? Secondo noi meglio acquistare a prezzi che rappresentano il valore di mercato dell’energia, andando a risparmiare come descritto sopra anche quell’extra-margine che pur sempre i fornitori prevedono nelle quotazioni a prezzo fisso per accollarsi loro il rischio di oscillazione dei prezzi;

Il PUN è trasparente: si possono trovare infatti tutte le info necessarie (quotazione, andamenti, quantità, etc…) sul sito mercatoelettrico.org;

Il PUN è economico, in quanto a differenza di altri indici non ha costi rilevanti di transazione: tutte le società possono acquistare energia quotata al PUN senza la necessità che intermediari finanziari si collochino nel mezzo. Questo per esempio non è possibile nel caso di quotazioni a prezzo fisso o di altri tipi di indici: occorre quasi sempre che ci siano intermediari finanziari che ad esempio elaborino strumenti per bloccare il prezzo .

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