Ecco come WhatsApp ha seppellito gli sms: -75%


Ma servono ancora gli sms? E perché gli operatori mobili continuano a inserirli nei piani tariffari?

Prima di rispondere a queste domande è necessario partire da alcuni dati. Fra Messenger di Facebook e WhatsApp, i messaggini di testo inviati ogni giorno nel mondo sono oltre 60 miliardi. Un numero monstre, soprattutto se si considera che entrambe le applicazioni sono di proprietà della stessa azienda: la Facebook Inc. con sede a Menlo Park, in California. Valore odierno: 339 miliardi di dollari.

Tralasciando Messenger, che in sostanza è una piattaforma di messaggistica istantanea a disposizione dei “soli” utenti Facebook (in tutto il mondo sono oltre un miliardo e mezzo), vale la pena concentrarsi su WhatsApp. L'applicazione da oltre un miliardo di utenti, per la quale Zuckerberg ha scucito un assegno da 19 miliardi di dollari - è legata al numero di telefono di ciascun utente, e – di fatto – ha cannibalizzato i vecchi sms, traducendo questo successo targato Facebook in un'autentica disfatta per i giganti delle Tlc.

I numeri dell'AgCom Mentre questo 2016 volge al termine, AgCom ha tirato un po' le somme circa lo stato di salute degli sms. Quello che ne esce fuori è un risultato che lascia poco spazio ai dubbi: WhatsApp – secondo i dati dell'Osservatorio sulle comunicazioni pubblicati dall'Agcom- ha cannibalizzato i vecchi messaggini di testo, facendone crollare i numeri in modo dirompente. Il traffico sms nel 2016 ha continuato a ridursi del 27,7% rispetto all'anno precedente, toccando 17,8 miliardi di messaggi e portando il passivo a -75% rispetto al livello massimo raggiunto nel 2012 (72,2 miliardi di sms). Il trend è sempre uguale da 4 anni: una decrescita senza scampo. L'invio di messaggi di testo attraverso la rete telefonica è ormai stato soppiantato dalla modalità online.

I perché del flop. Se gli sms sono defunti non è solo colpa degli operatori telefonici, che ce l'hanno messa tutta pur di tenerli in vita. Nonostante i piani tariffari sempre più generosi, l'urto delle App è stato violento. WhatsApp e simili (da Line a WeChat) hanno vinto per grafica, contenuti e potenzialità: l'invio di foto, video, emoticons e audio ha cambiato le nostre abitudini. Il vecchio sms è invece rimasto legato ad un modo di comunicare che appartiene ormai al passato.

Le linee mobili Sempre AgCom ha studiato come vanno le cose nel settore delle linee mobili: qui, secondo i dati diffusi, si è registrato complessivamente su base annua un leggero aumento (+410mila linee), dovuto quasi esclusivamente ai Mvno (Mobile Virtual Network Operator). L'Osservatorio ha evidenziato che le sim tradizionali (voce + dati) si sono ridotte di 2,2 milioni di unità, mentre sono cresciute le sim “M2M” (+2,6 milioni). Negli ultimi cinque anni il volume complessivo delle sim Machine to Machine è più che raddoppiato, passando da circa 4,9 milioni a 11,4 milioni di unità. Per quanto riguarda il traffico dati, il numero di sim con accesso ad internet è cresciuto del 9,7%, arrivando a superare le 53 milioni di unità. Telecom Italia si conferma leader di mercato con una quota del 30,3%, seguita da Vodafone (29,2%) e Wind (22,4%).

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